Domenica 15 giugno si è conclusa la 102ª edizione della leggendaria 24 Ore di Le Mans, regalando alla Ferrari un epilogo trionfale: il Cavallino Rampante ha infatti conquistato la terza vittoria consecutiva in questa iconica competizione. A trionfare quest’anno è stata la Ferrari 499P numero #83 del team privato AF Corse, condotta con grande maestria dal trio formato da Robert Kubica, Yifei Ye e Philip Hanson. Un risultato che rafforza ulteriormente la supremazia della Hypercar di Maranello sul circuito de la Sarthe.
Pronti, partenza, via!
È stato un fine settimana all’insegna del dominio rosso. Le tre Ferrari in gara hanno saputo recuperare rapidamente il terreno perso nelle qualifiche del sabato, non all’altezza delle aspettative. In pochi giri, le vetture si sono portate nelle posizioni di vertice e, dopo appena due ore e mezza di gara, la #50 guidata da Antonio Fuoco era già in testa, seguita a ruota dalle sorelle #51 e #83. Grazie al ritmo costante delle Ferrari e della Porsche 963, e a una gara priva di interruzioni rilevanti — fatta eccezione per una safety car — le vetture di testa sono riuscite a distanziare il resto del gruppo, proseguendo una corsa lineare fino al concitato finale nelle ultime ore.
Il duello finale e l’errore della #51
La lotta per la vittoria si è concentrata sulle tre Ferrari 499P e sulla Porsche #6. La tensione è esplosa durante la ventesima ora di gara, quando la Ferrari #51, al comando con Alessandro Pier Guidi, è incappata in un testacoda all’ingresso della pit lane. Un errore fatale per l’equipaggio campione in carica, che ha perso la leadership finendo in terza posizione, lasciando il comando alla #83 di AF Corse.Da quel momento, Robert Kubica ha mantenuto il sangue freddo, gestendo magistralmente il vantaggio sulla Porsche #6 di Estre, respingendo ogni tentativo di sorpasso e tagliando il traguardo in prima posizione.
Bandiera a scacchi e… squalifica della #50
Il podio finale ha visto la Ferrari AF Corse #83 (Kubica, Ye, Hanson) trionfare con 387 giri completati. Al secondo posto, a soli 14 secondi, la Porsche Penske #6 (Estre, Vanthoor, Campbell), protagonista di una prestazione eccezionale. A completare il trionfo Ferrari, la #51 (Giovinazzi, Pier Guidi, Calado) ha chiuso terza a 28 secondi dal vincitore, mentre la #50 (Fuoco, Molina, Nielsen) si è classificata quarta, a poco più di un minuto di distacco.
Tuttavia, la festa per la quarta posizione della Ferrari #50 (Fuoco, Molina, Nielsen) è stata di breve durata. Nelle verifiche tecniche post-gara, effettuate domenica 15 giugno, i commissari hanno riscontrato un’irregolaritàtecnica sulla vettura numero 50: i commissari sportivi hanno riscontrato una non conformità del supporto dell’alettone posteriore della vettura durante il test di deflessione, giungendo alla decisione di squalifica immediata. Questa notizia non intacca il trionfo della #83 e della #51, ma rappresenta un colpo amaro per l’equipaggio della #50, che aveva condotto una gara impeccabile.

Una vittoria che vale doppio
Questo risultato non rappresenta solo una nuova dimostrazione della superiorità Ferrari sul circuito de La Sarthe, ma testimonia anche la costanza e la solidità del progetto 499P, capace di vincere con tre equipaggi diversi: Pier Guidi-Calado-Giovinazzi nel 2023, Fuoco-Molina-Nielsen nel 2024 e Kubica-Ye-Hanson quest’anno. Con questa nuova affermazione, la Ferrari raggiunge quota dodici vittorie assolute a Le Mans, tornando a eguagliare i fasti degli anni ’60, quando dominava la scena con successi consecutivi.La vittoria della #83, ottenuta da un team privato ma con il supporto ufficiale della Casa di Maranello, sottolinea l’efficacia e la versatilità della 499P, capace di imporsi al vertice in tre edizioni diverse con equipaggi differenti.

Un successo personale per Robert Kubica
La vittoria di questo weekend assume un significato ancora più profondo per Robert Kubica. Come ha raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il pilota polacco ha affrontato una battaglia ben più grande di quella in pista:
“Per me il successo più grande non ha nulla a che vedere con le corse: la vera battaglia che ho dovuto affrontare è stata quella con la mia testa per accettare l’incidente e le sue conseguenze, i miei limiti e il periodo di recupero. Sono stati mesi e anni di lavoro mentale per smettere di pensare a cosa sarebbe potuto essere, concentrandomi invece sugli obiettivi per il futuro”.
Il trionfo a Le Mans ha rappresentato per lui una tappa fondamentale nel percorso di guarigione fisica e mentale, dopo il grave incidente nel Rally di Andorra nel 2011.
Ferrari protagonista anche in LMGT3
La casa di Maranello ha brillato anche nella classe LMGT3. La Ferrari 296 del team Vista AF Corse, guidata da François Heriau, Kei Cozzolino e dall’italiano Alessio Rovera, ha ottenuto un eccellente secondo posto, subito dietro alla Porsche vincitrice di categoria
Prossimo appuntamento: Brasile
Così si chiude un’altra emozionante pagina della 24 ore di Le Mans, ma il WEC non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato al 13 luglio per la 6 ore del Brasile.

