Durante la giornata di sabato alla Hills Race di Rivanazzano Dragway abbiamo avuto l’occasione di intervistare due piloti che incarnano lo spirito del drag racing italiano: Michele Dicarlo e Simone Pagani, due storie diverse unite dalla stessa passione per la velocità e per un mondo che, in Italia, rappresenta una realtà unica e affascinante.
Michele Dicarlo: dalla carrozzeria alla linea di partenza
Michele ha iniziato il suo percorso nel 2018, quando, grazie ai ragazzi di Rivanazzano Dragway, è entrato a far parte di questo ambiente. Prima lavorava come carrozziere e, quasi per caso, si è trovato ad aiutare con alcune delle loro macchine.
All’inizio non conosceva quasi nulla delle corse con le auto americane: la sua prima auto l’aveva acquistata semplicemente per usarla su strada, senza immaginare che un giorno avrebbe gareggiato in eventi ufficiali. Oggi descrive questo mondo come serio e autentico, sottolineando che in Italia il drag racing ha qui con i ragazzi di Rivanazzano Dragway la sua unica vera casa.
Per Michele è passione e agonismo allo stesso tempo. Gli abbiamo chiesto cosa renda questa disciplina diversa dalle altre specialità del motorsport a quattro ruote, e la sua risposta è stata chiara:
“Devi avere il piede giusto. Non si tratta solo di essere veloci e percorrere il rettilineo: il segreto è la precisione e il tempo di reazione. Devi gestire la voglia di dare di più.”

Simone Pagani: il cuore batte per i Maggiolini
Simone, invece, arriva al Dragway da un amore di lunga data per i Maggiolini Volkswagen. Ci racconta di aver raggiunto le competizioni organizzate dai ragazzi di Rivanazzano grazie al passaparola, e descrive tutto lo staff, dal presidente Roberto ai volontari, grandi professionisti e appassionati.
Corre proprio nella categoria dedicata ai Maggiolini, un’auto che a prima vista non tutti assocerebbero a una competizione di questo tipo. Eppure, già dagli anni Sessanta in America, queste vetture hanno mostrato una particolare predisposizione al drag racing: peso ridotto, trazione posteriore e agilità, nonostante i limiti dal punto di vista motoristico.
Simone sottolinea come molti piloti che partecipano agli eventi di Rivanazzano rimangano colpiti positivamente:
“Qui si trova professionalità, passione, disponibilità. Ci sono macchine incredibili e soprattutto una vera festa.”
L’unicità del Drag Racing
Entrambi i piloti concordano su un punto: il drag racing si distingue da qualsiasi altra competizione automobilistica. Non è soltanto questione di velocità, ma di brivido totale, di adrenalina pura, di cultura motoristica che ha radici profonde.
Guidare una macchina da drag racing significa immergersi al 100% in un’esperienza che unisce tecnica, passione e storia. Un mondo che a Rivanazzano trova la sua espressione più autentica, regalando emozioni uniche a chi lo vive, sia da protagonista che da spettatore

